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Aeroporto: Messineo dice no all’accordo di co-marketing

Il Comune di Trapani non parteciperà al nuovo accordo di co-marketing a sostegno dell’aeroporto di Birgi.  Lo ha comunicato il commissario straordinario, Francesco Messineo, in una nota inviata ai presidenti di Airgest, Distretto turistico della Sicilia Occidentale e Camera di Commercio, ai sindaci, al prefetto e al presidente di Sicindustria. La nota di Palazzo D’Alì […]

L'ARTICOLO ORIGINALE PROVIENE DA QUESTO INDIRIZZO

Il Comune di Trapani non parteciperà al nuovo accordo di co-marketing a sostegno dell’aeroporto di Birgi.  Lo ha comunicato il commissario straordinario, Francesco Messineo, in una nota inviata ai presidenti di Airgest, Distretto turistico della Sicilia Occidentale e Camera di Commercio, ai sindaci, al prefetto e al presidente di Sicindustria. La nota di Palazzo D’Alì sottolinea che “lo scopo finale dell’iniziativa, e cioè l’incremento delle presenze turistiche, è in sé pienamente condivisibile e meritevole di approvazione, tenuto conto della essenziale importanza della attività economica legata al turismo nella nostra provincia” ma come in ogni altro caso di risultati da raggiungere attraverso la esplicazione di attività svolta dalla Pubblica Amministrazione, sottoposta come tale a rigida normativa e rigorosi controlli, tanto più quando riguardi la erogazione di risorse finanziarie, la valutazione di efficacia del fine non può prescindere dalla doverosa considerazione relativa al mezzo prescelto per conseguire detto fine”. Nella nota si riepilogano alcuni elementi di non con divisibilità dell’iniziativa. In primo luogo “il fatto che, per la programmata stipula di un contratto di promozione turistica, diretto alla esecuzione di una serie di attività intese a sollecitare l’interesse di potenziali turisti rispetto alla provincia di Trapani, si pongano quali controparti interessate al contratto stesso, non già, come sarebbe stato fisiologico e normale, aziende operanti nel settore della pubblicità ma tre compagnie che gestiscono linee di trasporto aereo e che, verosimilmente (il particolare non è noto), non includono la attività di promozione pubblicitaria in favore di terzi nel loro statuto societario. Se ciò fosse vero, potrebbe fondatamente ipotizzarsi che il reale scopo della iniziativa sia non già la promozione pubblicitaria ma il trasporto, e cioè l’offerta ai potenziali turisti di una serie di agevoli opportunità di raggiungere l’aeroporto di Birgi mediante adeguati voli “low cost”, predisposti dalla compagnia aerea contraente quale corrispettivo delle erogazioni finanziarie ricevute”.<

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La nota del commissario aggiunge che “ne conseguirebbe, a parte ogni altra considerazione sulla legittimità in sé di tale rapporto negoziale, una seria divergenza della causa reale del contratto rispetto alla causa apparente che non può trovare ingresso in una attività regolata da norme pubblicistiche, come tali fortemente limitative della autonomia privata”. “Inoltre – prosegue il commissario straordinario del Comune – se si valuta, come pure è doveroso fare, la efficienza del percorso prescelto, in termini di costi-benefici, emerge con evidenza il fatto che comunque, a fronte degli ingenti oneri economici gravanti sugli enti territoriali sottoscrittori dell’accordo, non vi è alcuna certezza in ordine alle contropartite ottenute in termini di flussi turistici, e soprattutto non risulta prevista alcuna forma di corrispettività fra oneri e risultati. Infatti, da una parte, il contraente incaricato di realizzare il marketing assume una semplice obbligazione di mezzi e non di risultato e dall’altra non sembra che sia prevista alcuna decurtazione del compenso nel caso che il numero di passeggeri in arrivo nell’aeroporto di Birgi nel periodo considerato dovesse divergere in negativo rispetto alle aspettative. Ciò sembra ricavarsi dall’inciso finale della nota 25/10/2017 Prot. 0001203/17 di Airgest che rinvia, bensì, alle “canoniche misure” previste dalla legislazione sui pubblici appalti a garanzia delle obbligazioni assunte dall’appaltatore ma nulla dice circa la decurtazione del compenso in caso di parziale insuccesso della azione promozionale, elemento questo che era stato oggetto di una specifica richiesta di informazioni”.
“Il punto rilevante – si legge ancora nella nota – non è il corretto adempimento delle obbligazioni contrattuali, ma la carenza di un meccanismo che garantisca equilibrio e corrispettività fra le onerose erogazioni di fondi pubblici ed i benefici attesi”.
Da sottolineare lo studio che l’Airgest ha commissionato alla società KMPG sui benefici economici apportati al territorio trapanese dal flusso turistico generato dall’aeroporto. L’analisi ha messo in correlazione la crescita del traffico, registrata dal 2007 al 2011 sull’aeroporto, l’impatto che i vettori low cost hanno avuto nell’industria del trasporto aereo e, in particolare, il ruolo assunto da Ryanair quale vettore di riferimento sull’aeroporto “Vincenzo Florio”. Attraverso un’accurata interpolazione dei dati certificati, forniti dalla Provincia di Trapani, dalla Camera di Commercio di Trapani, dall’ Agenzia del Territorio e dall’ ISNART su dati ISTAT, sono stati messi in correlazione le presenza all’interno del territorio ed i benefici connessi al flusso turistico in tutta la Provincia. In particolare, sono stati provati effetti positivi riscontrabili su strutture ricettive, alberghi e complementari, che hanno mostrato un incremento del 3% (2007-2011) dei posti letto offerti: nell’ambito dell’imprenditoria, sviluppatasi prevalentemente nel settore terziario e, in particolare, nel turismo, incidendo in modo importante sul PIL provinciale che risulta essere cresciuto ad un tasso doppio rispetto alla media nazionale (2,2% vs 1,1%); nell’ambito del mercato immobiliare, che ha evidenziato tra il 2009 e il 2011 un andamento positivo dei volumi di compravendita. L’incremento dell’incoming ha, inoltre, portato all’istituzione di nuove imprese (+16%) ed al conseguente incremento dell’impatto occupazionale provinciale (+8%). Per fornire un’idea dell’impatto derivante dall’incoming aeroportuale tra il 2008 e il 2011 nella provincia di Trapani, c’è da ricordare come “la sola spesa turistica diretta e il PIL attivato sul territorio ha veicolato nell’area oltre 900 milioni di euro…”.
La nota del commissario si chiude con la conferma del suo no al nuovo co-marketing: “Se lo scopo perseguito è utile e condivisibile, il mezzo prescelto presenta ineliminabili elementi di dubbio che, all’esito di un percorso informativo condotto nel rispetto del principio di leale collaborazione fra soggetti pubblici, rendono improponibile la attuale partecipazione alla iniziativa da parte del Comune di Trapani”. “Allo stato – conclude il commissario straordinario – non risulta possibile l’adesione del Comune di Trapani alla sottoscrizione dell’accordo di “co–marketing” nella sua forma attuale, fermo restando il già manifestato e perdurante interesse dell’Amministrazione, nel caso di una sostanziale ristrutturazione del percorso negoziale, tale da eliminare ogni perplessità, rispetto a valide iniziative idonee ad incrementare le presenze turistiche nel territorio”.
C’è chi, in tale presa di posizione, legge un paradosso: Messineo, nominato commissario straordinario dalla Regione, rischia con la sua scelta, seppure legittima e motivata, di mettere in crisi un bene della stessa Regione, azionista di maggioranza dell’aeroporto trapanese.

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