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Esondazione Belice, danni incalcolabili e agricoltori disperati

[di Max Firreri] Il fiume Belice è ai livelli di guardia e in alcuni punti è già esondato facendo danni alle colture e ai terreni limitrofi. Oltre le abbondanti piogge da ieri si è aggiunta l’acqua che viene immessa nel fiume dalla diga Garcia “Mario Francese”. Il Consorzio di bonifica 2 Palermo ha deciso di aprire le paratie della diga […]

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[di Max Firreri] Il fiume Belice è ai livelli di guardia e in alcuni punti è già esondato facendo danni alle colture e ai terreni limitrofi. Oltre le abbondanti piogge da ieri si è aggiunta l’acqua che viene immessa nel fiume dalla diga Garcia “Mario Francese”.

Il Consorzio di bonifica 2 Palermo ha deciso di aprire le paratie della diga per garantire – scrivono nella nota inviata ai Comuni – «l’effetto di alleggerimento/bilanciamento richiesto». Il livello dell’invaso che alimenta il ramo sinistro del Belice ieri alle 13 era di 192,87 metri sul livello del mare. Si è così reso necessario far defluire l’acqua per diminuirne il livello della diga.

Da ieri vengono immessi dai 20 agli 80 metri cubi di acqua a secondo nel fiume, operazione questa tutt’ora in corso. Il fiume in più punti è straripato facendo danni ingenti. A Salaparuta sono finiti sott’acqua interi vigneti e colture mentre danni si registrano anche in alcuni allevamenti d’ovini dove i pastori si sono visti trascinare dall’acqua fieno e foraggi ammassati. «È stata distrutta la rete viaria rurale – commenta il sindaco di Salaparuta, Michele Saitta – sulla quale eravamo intervenuti mesi addietro. Siamo ora preoccupati perché alcune zone di campagna non si potranno più raggiungere. Stamattina, comunque, il livello del fiume è rientrato».

È proprio nel territorio di Poggioreale che i due rami del fiume Belice (quello destro proviene dai territori di San Cipirrello, Roccamena) si ricongiungono. Anche più a Valle i danni provocati dallo straripamento del fiume sono ingenti. Nel tratto finale, ben visibile dal viadotto Belice sulla strada a scorrimento veloce Castelvetrano-Sciacca, le acque torbide del fiume hanno allagato vigneti e uliveti.

Il fiume, proprio sul ponte che lo attraversa sulla vecchia provinciale Selinunte-Menfi, ha superato il livello della strada. L’arteria viaria è attualmente presidiata da due squadre del Libero Consorzio provinciale, dagli uomini del NOE (Nucleo Operativo Emergenze) e dagli “Angeli per la vita”. Diversi sopralluoghi hanno anche effettuato gli uomini della Sala operativa regionale integrata siciliana e della Polizia Municipale di Castelvetrano.

Le acque del fiume hanno trascinato a valle non soltanto detriti ma anche canne palustri che crescono sugli argini, trascinati con forza verso il mare. Questo pomeriggio il sindaco di Poggioreale, Mimmo Cangelosi, effettuerà un sopralluogo con un tecnico del Genio Civile nelle campagne del suo territorio: «I danni sono incalcolabili – ha detto Cangelosi – molti agricoltori sono disperati per aver perso tutto. Spero che chi di dovere si attivi finalmente per attivare la pulizia ordinaria del letto del fiume Belice. Quello che con gli occhi abbiamo visto trascinare dalle acque è inaccettabile. È giunto il momento di affrontare la questione seriamente»ha concluso Cangelosi.

 

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