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Halloween e Ognissanti, Italia divisa tra sacro e profano

Siamo italiani e nei nostri ricordi d’infanzia portiamo nel cuore chi più chi meno, le tradizioni di due giornate che racchiudono una tradizionale ricorrenza religiosa che va dalla festa di ognissanti alla commemorazione dei nostri cari defunti. Con il passare del tempo e la concezione dell’eliminazione delle barriere questa festa ha unito la sua sacralità ad una molto più profana, […]

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Siamo italiani e nei nostri ricordi d’infanzia portiamo nel cuore chi più chi meno, le tradizioni di due giornate che racchiudono una tradizionale ricorrenza religiosa che va dalla festa di ognissanti alla commemorazione dei nostri cari defunti.

Con il passare del tempo e la concezione dell’eliminazione delle barriere questa festa ha unito la sua sacralità ad una molto più profana, infatti Halloween ricorrenza assolutamente non della nostra tradizione ha pervaso negli ultimi decenni anche il nostro paese scindendo la popolazione in schieramenti a favore o contro. La festa profana di Halloween  è conosciuta meglio come “Notte delle Streghe” preceduta dalla notte del diavolo esattamente nei giorni 31 e 30 ottobre.

A questa festa rimbomba l’eco del dolcetto scherzetto famoso soprattutto in America e nonostante poco abbia a che vedere con la tradizione popolare nostra, l’ingresso di questa ricorrenza ha stravolto anche i più grandi che a questa festa iniziano a partecipare sempre più numerosi.

Al grido di “dolcetto scherzetto” la nostra Sicilia risponde con La frutta di Martorana  un tipico dolce siciliano famoso nel mondo perché la sua preparazione e confezionamento prevede, nella forma e nell’aspetto alla fine del processo di preparazione, la perfetta imitazione o riproduzione di frutta e talvolta ortaggi o pesci.

frutta-marturana

Internamente il dolce è simile al marzapane ma notevolmente più dolce e saporito. La base della sua ricetta è esclusivamente di farina di mandorle e zucchero, esso veniva tradizionalmente preparato nelle celebrazioni della Festa dei Morti.

La sua origine risale alle Monache del convento di Santa Maria dell’Ammiraglio, a Palermo dove fu realizzata per le nobildonne dell’ordine di San Benedetto per volere della nobildonna Elisa Martorana.

Si narra che all’interno del monastero le suore avessero creato uno dei giardini più belli della città e un orto con buonissimi ortaggi. Il Vescovo, incuriosito, decise di andarlo a visitare approfittando del suo status.

La visita, però, fu in pieno inverno, quando gli alberi erano spogli e l’orto non dava molti ortaggi. Le monache allora decisero di creare dei frutti colorati con la pasta di mandorla per addobbare gli alberi spogli, e creare degli ortaggi per abbellire l’orto.

In questo modo è nata la “frutta martorana” con coloratissimi mandarini, arance, melograni, limoni, zucche, carciofi e chi più ne ha più ne metta… Le monache a quel punto iniziarono a fare business con l’idea. Visto il successo iniziarono a preparare la frutta martorana per le famiglie ricche.

Un servo, mandato a ritirare il pacco di dolciumi, metteva una moneta nella ruota e in cambio riceveva un bel vassoio di frutta… dolce!

Adesso dopo anni di tradizione e leggende qualsiasi sia il significato che racchiuda queste 4 giornate tra la fine di ottobre e i primi di Novembre, poco importa, ognuno porta nel proprio intimo il vero senso di queste due feste che vuoi per ricorrenza e tradizione vuoi per fede o semplice goliardia, hanno creato attorno a questi mesi un modo per ricordare un paese con tradizioni e sapori solo nostri oppure un modo per sentirsi più vicini a paesi molto lontani.

frutta-marturana-ricetta

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