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Il rito della schedina all’epoca delle scommesse sportive online

Quanti di noi non hanno mai giocato una schedina? Nell’epoca delle scommesse sportive online sono tanti i nostalgici della mai definitivamente tramontata schedina, più comunemente chiamata Totocalcio. Ricordi più o meno sbiaditi che hanno segnato un’epoca e che restano il primo gioco a premi nella storia ad aver permesso agli italiani di puntare in maniera […]

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Quanti di noi non hanno mai giocato una schedina? Nell’epoca delle scommesse sportive online sono tanti i nostalgici della mai definitivamente tramontata schedina, più comunemente chiamata Totocalcio. Ricordi più o meno sbiaditi che hanno segnato un’epoca e che restano il primo gioco a premi nella storia ad aver permesso agli italiani di puntare in maniera legale sui risultati dello sport più amato da Bolzano ad Agrigento.

Se le scommesse sportive erano già un passatempo diffuso in epoca romana, oggi lo sviluppo del settore ha fatto passi da gigante, a partire dalla possibilità di giocare comodamente da casa propria, fino alla creazione di vantaggiose opzioni tra cui il Sisal Codice Promozionale; uno sviluppo che vede complice il miglioramento della cultura digitale del Belpaese nonché l’incremento del circuito legale, coadiuvato da una dimensione normativa in continua evoluzione.

 

La prima schedina mai giocata risale esattamente al 1946, il tutto nasce da una intuizione di Massimo Della Pergola, celebre giornalista di origine ebraica  che nello stesso anno fondò la Sisal con il supporto di due soci. E’ celebre lo slogan della Sisal “tentate la fortuna al costo di un vermouth“. Quarant’anni dopo esattamente negli anni ‘80 il “Totocalcio” da tempo passato sotto la gestione del CONI – non senza polemiche – raggiunse la sua massima popolarità con migliaia di schedine giocate in tutta Italia, sebbene lo scandalo del “Totonero” avesse investito alcuni ambienti societari gettando un’ombra di disonore sul mondo del calcio.

Nonostante oggi non si “faccia più tredici ma quattordici” e alla luce dei progressi tecnologici che hanno permesso agli italiani di cambiare le proprie abitudini di gioco, potrà quasi sembrare strano recarsi in ricevitoria e sentire qualcuno che chiede una “tradizionale schedina”. Ma c’è ancora chi ama tentare la fortuna in questo modo, si pensi che nel 2016 Lombardia, Campania e Puglia risultano le tre regioni italiane in cui si sono giocate più schedine.

 

Per risalire alla prima vera e propria scommessa legale in Italia, occorre tornare indietro di diciannove anni al Mondiale di Francia ’98, che i tifosi probabilmente ricorderanno ancora con amarezza, nonostante la vittoria della Coppa del Mondo nel 2006 abbia ampiamente “lenito le ferite passate”. Per giocare occorreva recarsi presso le agenzie autorizzate e non era ancora possibile tentare la fortuna online; da quel momento in poi si registrò un calo dell’interesse nel Totocalcio in favore delle scommesse sportive.

Dal duemila in poi è storia recente, è infatti dal 2002 che la situazione delle scommesse sportive in Italia cambia grazie ad un nuovo Decreto che permette agli operatori di raccogliere le scommesse sia per via telefonica che telematica, e che ha stabilito tutti i parametri per ottenere la certificazione AAMS che rappresenta la condizione essenziale per operare sul circuito italiano e che ha contribuito all’incremento della concorrenza e della dimensione legale del settore, permettendo anche ad operatori esteri di entrare nel mercato italiano con il conseguente miglioramento qualitativo dei servizi offerti all’utenza.

 

Nel giro di un decennio le nuove opportunità offerte dal web hanno conquistato i giocatori italiani e tra il 2015 e il 2016 gli operatori online hanno avuto un fatturato maggiore rispetto alle agenzie fisiche.

 

 

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