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La “Vasca Selinuntina” rischia la distruzione: Tusa a Castelvetrano

Martedì 6 Novembre 2018 presso il Circolo della Gioventù si terrà un convegno sulla “Vasca Selinuntina”, organizzato dall’Osservatorio dei beni culturali castelvetranesi. L’Osservatorio nasce da un’idea del Gruppo Archeologico Selinunte cui hanno aderito da subito il Circolo Crimiso di Legambiente, il Club Unesco di Castelvetrano, la ProLoco Selinunte di Castelvetrano, il gruppo di volontari “Castelvetrano da scoprire”, il Centro Studi […]

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L'ARTICOLO ORIGINALE PROVIENE DA QUESTO INDIRIZZO

Martedì 6 Novembre 2018 presso il Circolo della Gioventù si terrà un convegno sulla “Vasca Selinuntina”, organizzato dall’Osservatorio dei beni culturali castelvetranesi. L’Osservatorio nasce da un’idea del Gruppo Archeologico Selinunte cui hanno aderito da subito il Circolo Crimiso di Legambiente, il Club Unesco di Castelvetrano, la ProLoco Selinunte di Castelvetrano, il gruppo di volontari “Castelvetrano da scoprire”, il Centro Studi Costumi e Usi Medievali e la sezione locale della “Dante Alighieri” e si propone precipuamente di portare all’attenzione dell’opinione pubblica tutte le emergenze architettoniche ed ambientali presenti nel territorio selinuntino e castelvetranese in particolare.

Il convegno sulla Vasca Selinuntina, organizzato in collaborazione con la “P.A.-Prima Archeologia” di Partanna, è il primo appuntamento in calendario e vedrà la partecipazione del Soprintendente dei BB.CC. di Trapani, il Direttore del Parco Archeologico di Selinunte, l’archeologa Martine Fourmont, oltre ai rappresentanti delle amministrazioni comunali di Castelvetrano, Campobello di Mazara, Partanna e Santa Ninfa; i lavori verranno chiusi dal prof. Sebastiano Tusa, assessore ai BB.CC. della Regione Sicilia.

La cosiddetta Vasca Selinuntina, che alcuni ritengono, però, di età romana, costituita da blocchi intagliati di pietra arenaria, serviva ai Selinuntini per raccogliere l’acqua che in quel luogo si trova ancora oggi in abbondanza e incanalarla verso la città, con un percorso di una dozzina di km. Lungo tale percorso è ancora possibile riscontrare alcuni elementi dell’antico acquedotto e, verso i due terzi di esso, si possono ancora notare consistenti resti di un sistema di vasche che doveva consentire di raccogliere e far proseguire per la città le acque provenienti dalla vasca maggiore; questa, dal diametro interno di m 10,30 per un’altezza di m 2,70, aveva sul fondo dei ciottoli di fiume, utili per filtrare l’acqua, che, nel corso di lavori posteriori, furono asportati (da tener presente che tale vasca fu usata di nuovo in età spagnola e poi, nel secolo scorso, come supporto all’acquedotto di Castelvetrano).

Il canale che circonda il lato occidentale della vasca, e porta l’acqua proveniente dalle sorgenti ubicate più su, ha una profondità uguale a quella della vasca stessa; la vasca non forniva né conteneva tutta l’acqua destinata all’approvigionamento di Selinunte. Essa racchiudeva una sorgente che aggiungeva la sua acqua al flusso portato dalle sorgenti incanalate più sopra e faceva da struttura aggiuntiva all’acquedotto stesso. Il sito, da troppo tempo, è stato purtroppo abbandonato ed oggi si trova in uno stato di serio deterioramento con la volta di copertura in procinto di un rovinoso crollo.

Si auspica pertanto un immediato e incisivo intervento per salvaguardare un bene culturale di alta valenza storica che non può, di certo, rischiare di essere distrutto per incuria.

È superfluo ricordare quanto utile sarebbe che la vasca venga recuperata e aperta alla fruizione, non tacendo l’importanza culturale e i benefici dell’inserimento in itinerari turistici che possono derivare da tale doverosa iniziativa.

Nell’ambito della manifestazione verrà ultimata la raccolta di firme promossa dal FAI-Fondo Ambente Italia sui “luoghi del cuore” che scadrà il prossimo 30 Novembre e che ha già registrato oltre 500 adesioni.

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