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Operazione antimafia nel mandamento di Bagheria, i carabinieri arrestano 16 persone

Sedici persone sono finite in carcere nella notte arrestate dai carabinieri nel mandamento mafioso di Bagheria. Sono accusate associazione mafiosa ed estorsione.

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L'ARTICOLO ORIGINALE PROVIENE DA QUESTO INDIRIZZO

Operazione antimafia a Bagheria. I carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, con l’ausilio di unità cinofile e di un elicottero del 9° Nucleo di Palermo, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia.

Sono 16 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. che in queste ore sono finite in carcere.

Tra gli arrestati nell’operazione c’è Pino Scaduto scarcerato lo scorso aprile dopo essere stato arrestato nell’operazione Perseo del 2008.

Aveva cercato di riprendere il posto che gli spettava, quello di capomafia di Bagheria. Finisce di nuovo in cella, assieme ad altre quindici persone.

La figlia del boss si era fidanzata con un maresciallo dei carabinieri che aveva conosciuto in un bar. Un affronto grave che doveva essere lavato con il sangue.

Il boss voleva uccidere la figlia e anche il maresciallo dei carabinieri. A farlo doveva essere il figlio che si era rifiutato. “Io ho 30 anni e non mi consumo per lui”, avrebbe detto ad un amico nel corso di un’intercettazione ascoltata dai carabinieri.

Oltre al boss Pino Scaduto sono stati arrestati Giacinto Di Salvo, arrestato nel’operazione Argo, Giovanni Trapani di Focarazzi anche lui destinatario di una misura cautelare nell’operazione Iron Men.

Colpiti dal provvedimento anche i vertici storici della famiglia mafiosa di Altavilla Milicia, come Franco Lombardo, ritenuto a capo della famiglia mafiosa di Altavilla Milicia e Michele Modica arrestato nell’ambito dell’indagine “Reset”.

Per alcuni degli indagati, già detenuti, il provvedimento è stato notificato presso le Case circondariali di Palermo, Tolmezzo (Ud) e Prato.

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