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TERME, LA COMMEDIA CONTINUA. L’ASSURDA DIMENTICANZA DEL CENTRO ACCUMULO ACQUE SOLFUREE

Tra le innumerevoli disattenzioni (è un eufemismo) che riguardano la storia recente delle Terme, dal dicembre 2015 (con la costituzione della Terme di Sciacca Spa) ad oggi, c’è anche la “dimenticanza” del trasferimento dei beni della medesima società alla Regione del Centro di accumulo acqua solfurea. Ovviamente, tale vitale struttura non è inclusa nell’atto di […]

L'ARTICOLO ORIGINALE PROVIENE DA QUESTO INDIRIZZO

Tra le innumerevoli disattenzioni (è un eufemismo) che riguardano la storia recente delle Terme, dal dicembre 2015 (con la costituzione della Terme di Sciacca Spa) ad oggi, c’è anche la “dimenticanza” del trasferimento dei beni della medesima società alla Regione del Centro di accumulo acqua solfurea. Ovviamente, tale vitale struttura non è inclusa nell’atto di concessione che la Regione ha stipulato con il Comune di Sciacca. In definitiva, oggi se dovesse essere pubblicato il bando pubblico di affidamento a privati delle strutture termali, mancherebbe il cuore delle terme, appunto il Centro di accumulo acque solfuree.

Esso venne realizzato nel 1987 per consentire l’accentramento e la distribuzione allo stabilimento termale, alle piscine del parco, alle fangaie ed ai reparti di di cura annessi al Grand hotel delle Terme. Nel 1994 da lì l’acqua solfurea arriva pure alle piscine Molinelli. La struttura è situata all’angolo tra la via Figuli e la via Agatocle.

Nella famosa fretta di trasferire i beni della Terme di Sciacca Spa alla Regione (che pagò un prezzo altissimo e fuori mercato le piscine Molinelli, per 3 milioni di euro, al fine di dotare di liquidità la Terme di Sciacca Spa per pagare parte dei debiti), frutto del clima elettorale per le elezioni regionali, il Centro accumulo acque solfuree “sfuggì” all’attenzione della Regione e di tutta la catena interessata al trasferimento, Comune compreso.

Oggi la realtà è che tale “dimenticanza” rende indisponibile alla Regione tale bene, che risulta ancora di proprietà della Terme di Sciacca Spa. Conseguenza è che non è inclusa nell’elenco dei beni che la Regione, tramite concessione, ha in itinere di trasferire al Comune di Sciacca.

Non deve sfuggire ai nostri lettori che proprio la Regione, precisamente il dirigente generale del Dipartimento regionale delle Finanze e del Credito, Servizio Demanio e Patrimonio indisponibile, scrive che il Centro di accumulo acque solfuree “è indispensabile per il funzionamento delle Terme”.

Per adesso, la situazione è di stallo. Il suddetto Dipartimento ha inviato ( lo scorso 10 ottobre) all’Agenzia delle Entrate la richiesta di valutazione immobiliare per “procedere ad un futuro acquisto”.

La Regione dovrà, successivamente alla valutazione dell’Agenzia  delle Entrate, trovare i soldi per l’acquisto dalla Terme di Sciacca Spa del Centro accumulo acque solfuree. Ancora difficoltà, intoppi, sviste.  Oggi, il Centro accumulo è ancora della Terme di Sciacca Spa. La commedia continua.

Tale “scoperta” è stata possibile grazie alla richiesta di accesso agli atti (l’8 ottobre scorso) da parte del deputato saccense del M5S, Matteo Mangiacavallo. Perchè, altrimenti, dall’Amministrazione comunale sarebbe continuato il silenzio sullo stato dell’iter che riguarda la concessione dei beni termali dalla Regione al Comune. Silenzio anche dalla Commissione Speciale delle Terme, presieduta dal consigliere comunale Simone Di Paola.

Filippo Cardinale


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